giovedì, maggio 18, 2006

Scripta Manent - Il Progresso Da Lontano

"Ho provato ad immaginare il progresso
Come una grande anima malata
Una enorme concatenazione di cause ed effetti
Grandi numeri e probabilità infinitesimali

Come certe albe di Roma
La cui luce elenca piano gli alberi
Così la linea del progresso si espande
Trasformando i colori delle cose in uno solo
Il bianco

Ho provato ad immaginare il progresso
Come masse di uomini che si spostano
Rincorrendo equilibri impossibili
Mescolando il colore di una bandiera
Con il rumore elettrico di un fast food
Io confondo il bene con i beni
E mi disperdo la coscienza in sensi unici

Guarderò il progresso da lontano
Per esserne affascinato e non coinvolto fino in fondo
Non vedo un altro modo per salvare l'entusiasmo
In questo mondo

Dove ognuno tende ad inseguire
Solo l'ideale di sè stesso
Moltiplicando il senso del potere
Ricercando il compromesso

Eppure noi viviamo nel progresso
Lo utilizziamo per ascoltarci
Per accomodarci, per salvare l'entusiasmo
E lo fraintendiamo con la cultura dell'immagine
Del corpo, dell'apparenza

Ne occupiamo le frequenze,
e ci serviamo di certe sue estensioni
fino a rimanerne abbronzati
perchè può sostituire anche la luce del sole
e la ricerca di un Dio

Così, distinto, cerchiamo protezione
E poniamo distanze tra l'ideale di noi stessi
E tutto il diverso
Moltiplicando il senso del potere,
ricercando il compromesso.

Mi piace immaginare un altro punto dell'universo
Opposto al nostro
Dove un uomo divaga sul progresso del suo mondo
Da una finestra ricavata
In mezzo a una metropoli"

[Il progresso da lontano - Tiromancino]

Zzzzz....

Avete presente quella particolare tecnica del wrestling che fa addormentare l'avversario? Palle, ho sempre pensato. Fino a quando, ieri sera, la sciampista è stata ad un passo dal farmi crollare tra le braccia di Morfeo, con una tecnica degna della Sacra Scuola di Hokuto. Buona notte.

martedì, maggio 16, 2006

Cani randagi

"Scrivere, scrivere, scrivere. In quei giorni non riuscivo a pensare ad altro."
"Ti sei mai chiesto il perchè?"
"Non in quei momenti. Non ne avevo il tempo."
"Capisco."
"Avevo l'impressione che se tutte quelle parole scorressero come un torrente di fronte alla mia mente. Se mi fossi fermato, il torrente avrebbe potuto prosciugarsi, lasciandomi a graffiare il letto secco e sassoso."
"E che ti risposero, alla fine?"
"Che era un'idea meravigliosa. Ma che non avrebbe mai funzionato."
"Ahi."
"E pensare che quello che avevo passato mi sembrava accaduto esattamente per poterne scrivere."
"Forse è andata nel modo più giusto. Forse la cosa migliore è fare e dimenticare."
"Cioè?"
"Un tempo credevo che le mie idee fossero frutto della mia -non ridere- anima. Testimonianza del mio ruolo di creatore. Una cosa mia."
"Cosa ti fece cambiare idea?"
"Lessi una storia che avevo pensato anch'io. Non con le stesse parole, ma con lo stesso concetto. Era sorprendente quanto simile fosse. Se mai ne avessi parlato con qualcuno, lo avrei accusato di furto, o plagio."
"Tutto qui?"
"No. Dopo la sorpresa, passai più tempo ad osservarmi. Mi accorsi che le idee si rincorrevano come cani randagi. Un circolare costante, un brusio inarrestabile. Qualcuno lo definirebbe dialogo interiore: ma era piuttosto un brusio da birreria."
"A proposito, altro giro?"
"Si."
"Continua."
"Allora, mi sono distanziato dalle mie idee. Le ho lasciate circolare, ma mi sono spostato dalla circonferenza al centro. Le ho guardate continuare la loro corsa. Erano indipendenti da me. Potevo guardarle senza paura, nè timore: non erano mai state mie, in senso assoluto. Non più di quanto possa essere tua un'orchidea, o la sua bellezza."
"Vorresti dire che non siamo le nostre idee? Nè la loro somma?"
"Certo che non lo siamo. Siamo molto di più."

lunedì, maggio 15, 2006

Luciano nel Paese dei Balocchi

Non commenterò le ultime notizie sul magico trio Giraudo-Moggi-Bettega, la Juve, il calcio truccato. Ma: ieri sera a Controcampo ricostruivano le intercettazioni con dei brevi video. Video doppiati. Il doppiatore di Moggi era il famigerato "Dj" Lucignolo, un uomo che finalmente - dopo anni passati a raccontarci del popolo della notte - può dire di avere trovato il ruolo della sua vita. Il popolo della pastetta.

Edit: ovviamente Dave mi ha già preceduto ieri sera.