venerdì, aprile 28, 2006

"On an island", David Gilmour

Forse ci voleva qualcosina di più, Mr. Gilmour. Per carità, la mano sulla chitarra lei sa muoverla ancora parecchio bene ("Take a Breath"), ma dopo tutti questi anni mi aspettavo un saltino oltre gli effetti atmosferici, i lenti riverberi cristallini, l'astratta psichedelia che pare restare incollata a molti, troppi brani - primo fra tutti la title track. Piacerà alla vecchia guardia, sicuro. Ma perchè non lasciarsi andare a qualche semplice germe acustico, pur presente ("Smile")?

Videogames 2006, recensioni lampo

Call of Cthulhu: Dark Corners of the Earth (XBOX, PC)
Prendete due racconti di Lovecraft (La maschera di Innsmouth e L'ombra calata dal tempo) e applicate un motore 3d snello ma sufficientemente d'atmosfera. Aggiungete la possibilità di rendere visuale lo stato mentale del protagonista (vertigini, allucinazioni, etc.) e un audio surround particolarmente d'effetto. Otterrete questo Dark Corners of the Earth, adventure in soggettiva in cui il protagonista è in costante fuga da un nemico antico e invincibile: il migliore adattamento mai portato sugli schermi delle opere del Maestro di Providence.

Condemned - Criminal Origins (XBOX360, PC)
Se con F.E.A.R. i Monolith avevano portato The Ring nel mondo di Counterstrike, con Condemned ci aggiungono sapientemente C.S.I., Seven, il Silenzio degli Innocenti. Il protagonista si trova a dover sopravvivere a serial killer d'ogni risma, tanto raccogliendo prove nella migliore tradizione di Grissom & soci, quanto difendendosi con automatiche e corpi contundenti vari ed eventuali. Ottima la scelta di ridurre all'osso (...) le armi disponibili, focalizzando l'attenzione del giocatore più che altro sull'ambiente (scelta non dissimile da quella del gioco presentato sopra). Il più sottavalutato della lineup iniziale dell'XBOX360.

Animal Crossing: Wild Word
(Nintendo DS)
Fate rifare The Sims dai giapponesi di Nintendo, usando come ambientazione il Villaggio Pinguino di Akira Toriyama. Eccovi Animal Crossing, porting sulla console portatile di Nintendo: un piccolo mondo in continua evoluzione (l'ambiente e gli eventi cambiano giorno per giorno, in tempo reale, seguendo l'orologio interno del DS) , in cui il giocatore sceglie se ingrandire casa, comprare mobili & abbigliamento, pescare, dedicarsi a giardinaggio o agricoltura, raccogliere insetti o fossili... e nel frattempo può visitare i villaggi di altri giocatori sparsi per il mondo, commerciare, farsi amici o sfidare rivali. Un sandbox-game virtualmente infinito.

The Elder Scrolls: Oblivion (XBOX360, PC)
Il sogno di ogni giocatore di ruolo: un mondo medieval-fantasy in cui il proprio personaggio può seguire decine e decine di storie, dal diventare un prode paladino del popolo ad oscuro assassino,
da apprendere l'arte di costruirsi armi e armature all'utilizzare le arcane arti della magia. Un engine grafico incredibile, in grado di mettere in difficoltà molti PC non aggiornatissimi, dispone inoltre di una fisica realistica; altrettanto verosimili i comportamenti dei personaggi guidati dall'intelligenza artificiale. Con una longevità quasi dispersiva, Oblivion è pensato per gamers dedicati, ai quali può offrire un'esperienza di gioco davvero rara.

giovedì, aprile 27, 2006

Vendetta al femminile


















Dopo mesi d'attesa, è finalmente uscito in DVD Lady Vendetta, terzo e ultimo capitolo della trilogia del regista coreano Park Chan-wook dedicata alla vendetta. Nel primo (Simpathy for Mr. Vengeance, Mr. Vendetta) la vendetta era l'incapacità di dimenticare, una legge di natura quasi inevitabile; nel secondo (Old Boy) le linee della storia si dipanano per mostrarci che la vendetta non è mai unilaterale, ma che vittima e carnefice si confondono e mischiano inestricabilmente; in questo terzo capitolo il dolore sublimato nella vendetta è un calor bianco che vorrebbe cancellare il passato, e promettere una pace probabilmente persa per sempre.
Violenza estrema e riflessione filosofica, humour nero e poesia, movimenti e staticità si fondono in un'opera complessa e stratificata, per molti versi piuttosto distante dal sentire occidentale; qui la vendetta non è più solo analizzata come istinto (o come valore sociale, stile l'onore di corleoniana memoria) e risolta con delitto e castigo, ma sviscerata - letteralmente - dal punto di vista metafisico. Cosa spinge alla vendetta, la semplice legge di causalità o un desiderio innato di redenzione? Ed è possibile usare la vendetta per raggiungere la purezza?
Un cinema difficile - quasi come quello del compatriota di Chan-wook, Kim Ki-Duk, con l'aggiunta di visualità molto più crude - ma che vale la pena di essere affrontato.
Da vedere, magari a stomaco leggero, molto leggero.

mercoledì, aprile 26, 2006

Anni di sintassi buttati nel cesso

Secnodo un pfrosseore dlel'Unviesrita' di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre, in una paolra, l'uinca csoa imnorptate, e' che la pimra, e la
ulimta letetra, sinao nel ptoso gituso. Il riustlato puo' serbmare mloto cnofsuo, e noonstatne ttuto, si puo' legerge sezna mloti prleobmi.
Qesuto si dvee al ftato, che la mtene uanma, non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme!

Inutile specificare che i prossimi post saranno tutti scritti csoì.