venerdì, febbraio 10, 2006

Lost & The Invisibles



La settimana scorsa, sera dopo sera, mi sono sciroppato tutta la prima serie di Lost. Vederlo così, senza soluzione di continuità, permette di apprezzare il corpus narrativo complesso e ricco d'intrecci. I personaggi formano - dopo un'introduzione iniziale di una dozzina di puntate - una rete di storie, fatti, numeri e relazioni; le caratterizzazioni sono buone, sufficientemente variegate, e la recitazione convincente.

Nella seconda parte della serie, gli accavallamenti narrativi si stratificano anche temporalmente. Più personaggi sono presenti in momenti diversi, e i significati si moltiplicano; difficile dire quali siano le motivazioni reali della storia, e quali siano invece contorte interpretazioni di noi spettatori.


Questo modo di raccontare mi ricorda - per vie traverse, tutt'altro che dirette - gli Invisibili di Grant Morrison: i legami tra i personaggi, la non-linearità della narrazione e del suo tempo, la visionarietà e l'ambiguita di alcuni fatti. Certo, Morrison dal suo essere alternativo si permetteva viaggi ben più acidi... ma chi lo sa cosa ci potrebbero riservare le future serie? Twin Peaks & David Lynch insegnano.