martedì, maggio 02, 2006

Wallace, ovvero una testa che implode

No, non è l'ennesimo film del prolifico genio del male Takeshi Miike, quanto piuttosto l'effetto squilibrante che mi ha indotto la lettura di Oblio di David Foster Wallace. Ne avevo letto positivamente su forum frequentati a seguito della scoperta di House of leaves di Mark Z. Danielewski (libro eccezionale, da leggere in originale vista l'assoluta intraducibilità). Nonostante mi aspettassi una certa complessità, sto faticando non poco a districarmi con la prosa di Wallace: stratificata, laboriosa, con livelli di narrazione e piani di lettura concentrici come matrioske impazzite e ricorsive. Elegante, forse, ma tecnicamente è definibile semplicemente con "un casino delirante". Ho trovato la lettura faticosa e poco amichevole nei confronti del lettore: non l'ho ancora terminato, ma spero almeno che il gioco valga la candela....

6 Comments:

At 11:05 PM, Anonymous Anonimo said...

Casa di foglie l'ho preso in italiano, il mio inglese è abbastanza scarso per una lettura del genere.
Ancora non l'ho finito, ma per ora direi che ho fatto bene a fidarmi del tuo consiglio (a parte la questione della lingua, ma a posteriori non credo che altrimenti ce l'avrei fatta).

Ciao!

tuls

 
At 8:46 AM, Blogger Mr.White said...

Ehi, tuls, ma allora sei ancora vivo!

:)

Il libro di Danielewski merita un post a parte, oggi vedrò di scriverlo... a dopo!

 
At 10:34 AM, Anonymous Anonimo said...

Oblio di Wallace l'ho spulciato in libreria ma tanto mi è bastato per:
1) non comprare il libro;
2) detestare e nello stesso tempo ammirare quella giungla di nozioni e digressioni a spirale;

Hai letto qualcosa di DeLillo?

Ciao

figaro

 
At 10:38 AM, Blogger Mr.White said...

No, ma ho un collega che ne tesse spesso le lodi. Se hai qualche consiglio, spara pure, figaro... magari un minimo più accessibile di Wallace, ultimamente non sono in gran forma :/

 
At 11:21 AM, Anonymous Anonimo said...

Perfetto. Ho quello che fa per te: Cosmopolis. E' un romanzo breve, di 200 pagine. Un'opera nella quale Delillo condensa quanto di buono aveva fatto con il monumentale underworld. DeLillo è un osservatore di una lucidità impressionante, un premonitore del mondo di là a venire. Cosmopolis è questo: un romanzo allegorico ma anche una perspicace analisi del nostro tempo.
Vorrei dirti molto ma molto di più ma sinceramente non voglio privarti del piacere della scoperta e delle suggestioni evocate dal libro.
figaro
P.S.
tieni d'occhio anche Houellebecq, magari ne parliamo tra qualche tempo.

 
At 7:40 PM, Blogger Mr.White said...

Consigli preziosissimi, grazie.

 

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