venerdì, maggio 05, 2006

La CEI, "Il codice Da Vinci" e lezioni di tolleranza

Premessa: reputo "Il codice Da Vinci" una storia piuttosto trita (chi ha letto "Holy Blood and the Holy Grail" di Baigent, Lincoln e Leigh non ha scoperto niente di nuovo o più verosimile, ed era il 1982) raccontata male. La prosa di Brown è insulsa e blandamente televisiva, i personaggi poco credibili e noiosi, i colpi di scena telefonati e tutto sommato non è affatto rispettata la regola del "mostrare e non dire".

Ciò detto, la Chiesa - e la Conferenza Episcopale Italiana nello specifico - ha perso l'ennesima occasione per non apparire medievalmente oscurantista.
«Boicottate le sale»: questo in sintesi il consiglio della CEI a tutti i cattolici, nei confronti di un film di prossima uscita che - nella finzione cinematografica - avanza delle teorie vecchie di mille anni su Gesù, la Maddalena, l'Opus Dei e la varia compagnia cantante.

Il monsignor Angelo Amato, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, invita al boicottaggio dalle pagine dell'Avvenire «in nome della tolleranza». Contraddizione in termini? Boh.
Il cardinale Severino Poletto: «Mi ha fatto ribrezzo, non si può romanzare la vita di Gesù Cristo» . Forse andava spiegato anche un paio di millenni fa, a quattro tizi che manco si sono potuti godere le royalties.

2 Comments:

At 11:05 PM, Blogger Corinna said...

E tu perché dai èco a questa notizia? :)

 
At 2:03 AM, Blogger Mr.White said...

Perchè la stupidità non smette mai di soprendermi?

 

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