giovedì, maggio 11, 2006

Due di passaggio

La notte dopo la notte pareva più lunga, minuti trascinati come una specie di scia.
Sopra al comodino, una rivista speculava sulla morte di Lady D a Parigi. In un tunnel. Un passaggio mai riuscito. Due punti mai congiunti.
Una bottiglia di gin raccoglieva polvere in un angolo.
"Ho la nausea. No, non la nausea: una specie di nausea." aveva detto lei, dirigendosi verso il bagno.
Lui rimase in silenzio. Si alzò, e fece una mezza dozzina di passi dentro la stanza del motel. Era un postaccio di quart'ordine, in una periferia in cui tutti passano per andare in altri luoghi. Nessuno si fermava lì. Eppure gli sembrava d'intuire, nelle pareti stanche e prive di quadri, le parole incrostate dei suoi predecessori.
Accese la televisione, per scoprire che la ricezione era pessima. Tra lo statico, riuscì a riconoscere un film coreano visto anni prima. Al termine del film, il protagonista scalava un monte con una statua di pietra legata alla schiena, e la lasciava sulla sommità. Lui ripensava a quanto importanti fossero le pietre, in quel film, e come importante fosse il modo in cui venivano abbandonate.
Lei tornò. Aveva un'espressione astratta, in parte imbronciata.
"Domani parto." disse, ma sembrava più che altro un'osservazione.
"Lo immaginavo."
"La prossima volta sceglierò qualcosa di più economico."
"Immagino tu non ti riferisca al motel."
"Già."
I loro sguardi erano paralleli, sullo schermo della tv a 20 pollici.
"Perchè quel tizio porta su la statua?" chiese lei, dopo qualche silenzio.
"Perchè prima lui è stato quella pietra, forse."
"Ah."
"E solo adesso può portarla sulla montagna. Lasciarla lì, essere qualcos'altro."
La stanza tremò per qualche secondo; fuori, sferragliando, un treno attraversava anche quella notte dopo la notte.

6 Comments:

At 4:03 AM, Blogger giacmc said...

Una splendida scena e un bel ricordo del film Primavera, l'Estate ecc. Grazie.

 
At 1:28 PM, Blogger Mr.White said...

It's very easy to remember the end of such a remarkable movie, isn'it? Such a powerful image: men and stones. Sometimes we think we are stones, but the truth probably is that we are water. And you can catch this "meaning" in any aspect of everyday life, such as a last night in a dirty motel, a beautiful movie, a relationship...

Just listen.

 
At 12:28 PM, Anonymous Anonimo said...

Già, l'acqua...elemento primario della vita...
E a questo proposito, se non l'avessi mai visto, procurati "Stalker" di Tarkovskij...
Ciao
wsim

 
At 6:42 PM, Blogger Mr.White said...

E' possibile che tu mi abbia già consigliato questo Tarkovskij? Così tanto da vedere, e così poco tempo....

 
At 11:46 AM, Anonymous Anonimo said...

Non ricordo se ne abbiamo mai parlato, tuttavia Tarkovskij è un regista che nei suoi film affascina per gli interrogativi sull'uomo, sulla vita, su Dio...

Sul così tanto da vedere e sul così poco tempo, che dire se non: prendiamo ciò che ci è dato e apprezziamo ciò che abbiamo avuto...anche per lasciarne ad altri la traccia...;-)
wsim

 
At 12:35 PM, Anonymous Anonimo said...

Bello Stalker. Dilatato, scarno nei dialoghi, ipnotico negli ambienti. Da vedere da soli, altrimenti rischi le botte.
figaro

 

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