giovedì, aprile 27, 2006

Vendetta al femminile


















Dopo mesi d'attesa, è finalmente uscito in DVD Lady Vendetta, terzo e ultimo capitolo della trilogia del regista coreano Park Chan-wook dedicata alla vendetta. Nel primo (Simpathy for Mr. Vengeance, Mr. Vendetta) la vendetta era l'incapacità di dimenticare, una legge di natura quasi inevitabile; nel secondo (Old Boy) le linee della storia si dipanano per mostrarci che la vendetta non è mai unilaterale, ma che vittima e carnefice si confondono e mischiano inestricabilmente; in questo terzo capitolo il dolore sublimato nella vendetta è un calor bianco che vorrebbe cancellare il passato, e promettere una pace probabilmente persa per sempre.
Violenza estrema e riflessione filosofica, humour nero e poesia, movimenti e staticità si fondono in un'opera complessa e stratificata, per molti versi piuttosto distante dal sentire occidentale; qui la vendetta non è più solo analizzata come istinto (o come valore sociale, stile l'onore di corleoniana memoria) e risolta con delitto e castigo, ma sviscerata - letteralmente - dal punto di vista metafisico. Cosa spinge alla vendetta, la semplice legge di causalità o un desiderio innato di redenzione? Ed è possibile usare la vendetta per raggiungere la purezza?
Un cinema difficile - quasi come quello del compatriota di Chan-wook, Kim Ki-Duk, con l'aggiunta di visualità molto più crude - ma che vale la pena di essere affrontato.
Da vedere, magari a stomaco leggero, molto leggero.