martedì, aprile 11, 2006

"Questo paese si merita Berlusconi"

"Questo paese si merita Berlusconi."

Così comincia l'intervento di un caro amico sul web. E sembrerà strano, ma non è provocazione o astio, quanto qualcosa che ho capito nel corso di questa giornata, in attesa dei risultati delle elezioni politiche 2006.

Si può essere delusi da una nazione, mi chiedevo. Non da una classe politica, non da una fazione specifica, ma proprio da un collettivo di persone, da un'impostazione sociale e culturale, da un modo di pensare e comportarsi. Si può esserne delusi? Credo di sì. E non lo dico da "tifoso della politica", non miravo a saltare su alcun carro dei vincenti. Non sono in politica, non mi interesso di politica oltre quello che la mia normale coscienza civica mi suggerisce. Ho un posto fisso abbastanza sicuro, una casa, una ragazza che mi vuole bene (spero), tre gatti di cui due sterilizzati, una Nikon D70s seminuova e una collezione di DVD pirata. Non posso chiedere molto di più alla vita. Di certo non mi aspettavo che i risultati di quest'elezioni mi coinvolgessero direttamente.

Se ho votato il centrosinistra è perché in questi anni non mi piaceva quello che la nostra nazione stava diventando: non mi piaciono le leggi "ad personam", non mi piacciono i processi superati aggrappandosi ad ogni giorno di ritardo possibile, non mi piace la strafottenza verso le istituzioni, l'ipocrisia delle fiction sul Papa e sui calendari di Padre Pio, l'esaltazione di questo "furbismo nazionale", l'aggressività verbale, il lecchinaggio un pò paraculo verso i più forti. Se ho votato per il centrosinistra è perchè ero pure disposto a pagare l'ICI pur di vivere in una nazione dove non ci volessero 9 mesi per una mammografia; dove mio fratello non dovesse aver paura di passare da un'interinale all'altra; dove mia padre non si veda aumentata la tassazione sulla liquidazione dal 18% al 23% senza batter ciglio; dove metà della copiosa pubblicità in onda non fosse d'auto e l'altra metà di finanziarie strozzine in cui indebitarsi per comprare l'auto suddetta; dove si potesse assistere una persona cara anche senza esserne il marito; dove chi ha il dono di poter usare il proprio cervello per la ricerca o la cultura non si sentisse scalzato da qualcuno più veloce con la lingua o con le giuste parentele. Una nazione con un pò meno menefreghismo, dove essere italiani non sia solo farsi l'abbonamento Sky per i Mondiali, ascoltare la cassetta del Festivalbar o comprarsi le scarpe di Prada quando Luna Rossa vince.

Eppure non sono meravigliato. E' mezzanotte esatta, ascolto Beth Gibbons che canta "Sand River", e mi sento disilluso, più che altro arido nei confronti di un paese lontano dal mio modo di sentire e vedere il mondo.

Per quanto ci provi, sforzarmi di sentirmi italiano è un pò come tentare di scrivere con la mano destra: essendo mancino, il risultato è sgraziato, poco naturale, spiacevole. Ci puoi provare, a scrivere qualcosa di buono con la mano sbagliata, ma pochi si prenderanno la briga di leggerlo. I più preferiranno leggere qualcosa scritto da loro stessi.

Girando per i siti, non posso non chiedermi cosa ci sia dietro a quel 50% e rotti della CdL. Un pò di me, forse, un pò di qualcos'altro che filtra giorno per giorno, dalla convivenza. La pagina del Corriere mi lascia alla deriva dell'ennesima constatazione: siamo tutti Berlusconi, marpioni e interessati, amanti delle scorciatoie, insofferenti alle code, vocianti ai musei, spettatori dei Vanzina, ammiratori di Cayenne, giustizialisti e garantisti a seconda della bisogna, indulgenti con noi stessi quanto esosi nei confronti degli altri. Volenti o nolenti, rimaniamo così, italiani conservatori e individualisti. E Berlusconi, anche se non ha vinto, ha già ottenuto un grande risultato: farci diventare, ogni giorno, un pò più simili a lui.

2 Comments:

At 11:32 AM, Anonymous Anonimo said...

Devo aggiungere qualcosa?
No, non serve, e tu sai perchè.
wsim

 
At 2:56 PM, Anonymous Anonimo said...

Per quanto io possa essere ambidestra, mi trovo nella tua stessa situazione di identità nazionale confusa. C'è poco da scrivere - sia con la destra che con la sinistra - e molto da riflettere.
blubilal

 

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