venerdì, luglio 08, 2005

Titanic

"The death of democracy is not likely to be an assassination from ambush. It will be a slow extinction from apathy, indifference, and undernourishment."
[Robert Maynard Hutchins]

Le immagini di ieri, della capitale inglese colpita dalle bombe, si sovrappongono nella mia mente alla scena dell'attentato al ristorante in Brazil, di Terry Gilliam e Tom Stoppard. Le reazioni delle persone che mi circondano sono in parte simili: mentre tutto attorno viene dilaniato e divelto, da una violenza cinematica e insensata, c'è chi continua a parlare di matrimoni, viaggi, interventi di chirurgia plastica. Rimane - come sospeso - un senso di estraniazione dalla realtà fattuale, concreta, perchè tutto arriva mediato, inquadrato da una telecamera, riassunto in un servizio, catalogato in una pagina di blog. O peggio, nei discorsi dei politici.
Politici che fanno un'unica cosa: parlano. Sfoderano le solite consunte parole come LIBERTA', GIUSTIZIA, PACE. Parole consumate da un uso che diventa abuso, consunte, lucidate all'occasione di fronte alla platea.
LIBERTA', GIUSTIZIA, PACE paiono adesso quasi meno reali, patinate come un primo piano di Nicole Kidman in una copertina di Vogue. "Giustizia, perchè voi valete".
Troppo cinico? Siamo desensibilizzati, isolati nella nostra routine quotidiana di spicciola produttività personale, indolenti nell'abbandonare l'ascolto dell'orchestra mentre la nave affonda?

giovedì, luglio 07, 2005

Non è successo niente

Qualcuno muore. Qualcuno uccide.
Qualcuno ha ancora tempo e voglia di far retorica.

Senso di vuoto, fuori.

martedì, luglio 05, 2005

"Scream, scream for your life!"

Dopo averci deliziato gli occhi con una versione de "Il signore degli anelli", Peter Jackson ci riprova con King Kong, pseudo-remake del film degli anni 30 che ha visto nascere un mito (qualcuno si ricorderà i vari Godzilla contro King Kong, no?).

Di questa versione di Jackson della storia è disponibile da qualche settimana il trailer , che è davvero notevole: tanto per un Jack Black abbastanza in forma (e parrebbe non eccessivamente sopra le righe) quanto per una splendida Naomi Watts (di cui tutti si sono innamorati in Mullholland Drive). Quel poco che si percepisce del film lascia trasparire un'atmosfera da deliziose pulp-stories anni 20, con tanto di selvaggi tenebrosi, isole avvolte nel mistero, dinosauri da mondi perduti e - ovviamente - un King Kong notevolmente realistico ... per quanto possa essere realistico uno scimmione di dodici metri.

Unici due appunti: le carrellate veloci sui panorami sono ormai troppo tipiche di Jackson, tanto più che ci si aspetta di veder spuntare la Torre di Isengard o il Monte Fato; e l'aspetto della mappa del protagonista ricorda incredibilmente troppo le cartine della Terra di Mezzo, tanto più che la grafia pare elfica!

Al solito, attenderemo impazienti fino a Natale. Uff.