giovedì, marzo 10, 2005

"The beekeeper" - Tori Amos


L'ultimo album di Tori Amos ruota attorno a 19 brani, percorsi emozionali di un'autrice intelligente alla soglia dei quarant'anni - e lo specifico perchè l'evoluzione, musicale e personale, è ampiamente percepibile. Il disco si segnala subito per una certa "densità", tanto di contenuti (19 pezzi sono parecchi, soprattutto
se confrontati con il trend odierno che vuole un album medio composto da 11-12 brani) che di forme. Meno immediato di altri lavori della Amos, The Beekeeper è comunque senza dubbio più solare per temi e atmosfere, che in eccellenti lavori come From the Choirgirl Hotel erano senza dubbio più tetre, nebbiose. La musica si è fatta più leggera, divertita seppur enigmatica, tanto che alcuni dei fan più tradizionalisti potrebbero in qualche modo ritrovarsi forse spaesati. Ma con qualche ascolto, la ricercatezza degli arrangiamenti e delle sonorità non potrà non catturare l'ascoltatore, per l'eleganza e l'armonia di un lavoro ben pensato e ricco d'introspezione.

La danza di Shiva

Sono una pietra. Duro, concreto, fisico. Sono un frammento della montagna che ero, ma nelle mie forme nulla è perso della remota grandezza: in cosa differisce il sasso dalla vetta? Nella sostanza, in nulla. Solo relativizzando, s'impone una differenza puramente soggettiva.

Sei una nuvola. Insostanziale, leggera, eterea. Puoi attraversare mille chilometri senza sforzo alcuno, cullata dal soffio di un brezza capricciosa. Sei chiara, immersa nella luce; puoi sparire, trasformarti scura in tempesta, riformarti e ridissolverti, e non perdere mai la tua identità. Perchè, nel tuo strano e lieve cammino, abbracci tutto il cielo; e perciò il cielo smette di essere il tuo limite.

La mia forza è pazienza. Posso rimanere fermo mille anni a guardare le piante crescere, gli animali estinguersi, i sogni degli uomini realizzarsi od infrangersi. Nella mia struttura cristallina è scritto tutto ciò che accade e ciò che potrà accadere. Niente dovrebbe stupirmi, dall'alto della mia illimitata mancanza di età; ma, in realtà, niente smette mai di stupirmi. Ogni istante pare irriproducibile, importante, essenziale da ricordare.

La tua forza è fluidità. Possiedi mille forme: un fiore di campo, un branco di cavalli, il viso corrucciato di un vecchio. Il tuo dinamismo, il tuo cambiamento perpetuo, soggiace impalpabile nello scorrere di tutte le cose, e di tutti i pensieri. Il tuo segreto è che tutte le forme sono una sola legge.

A volte, diventi pioggia. Lentamente, con pazienza che credevo solo mia, mi levighi, mi dai altre forme. Parte di me va in polvere, diventa frammenti invisibili che si perdono; e il calore che ho accumulato con pazienza dal sole ti trasforma in vapore e aria, goccie sospese. Terra e cielo si mescolano, danzano.

A volte il confine tra me e te, pietra e nuvola, si fa labile come un sogno fatto tante notti prima.

A volte, semplicemente, scompare.

martedì, marzo 08, 2005

Per contrasto

Eyes Wide Shut, l'ultimo film di Kubrick, è stato trasmesso da Canale 5 nonostante le lamentele del MOIGE (Movimento italiano genitori). Il film getta uno sguardo ambiguo sulla torbida dimensione della sessualità, del desiderio e del senso del possesso - e come ogni film di Kubrick, lascia allo spettatore più dubbi che certezze. Per ovviare all'intensità delle proteste sollevate, la redazione del TG5 ricorre a due stratagemmi: il bollino rosso e la messa in onda, precedente al film, di un pornazzo anni '80 con Cicciolina.
Dopo la visione del suddetto pornazzo, le performances della Kidman e di Cruise sembreranno acqua fresca pure a quei bacchettoni del MOIGE.

Non solo spogliarelli

Buona festa della donna.