venerdì, gennaio 07, 2005

E siamo a 29

Il segreto per rimanere giovani è vivere onestamente, mangiare lentamente, e mentire sulla propria età.

[Lucille Ball]


mercoledì, gennaio 05, 2005

Parallelo errato

La vecchia radio trasmette in modulazione di frequenza un'altrettanto vecchia canzone di Eric Clapton, "Sunshine of your love". La ricezione è pessima, forse a causa del temporale che infuria fuori.

"I've been waiting so long
I've been waiting so long
I've been waiting so long
To be where I'm going
In the sunshine of your love."


Hai fatto straordinariamente tardi, oggi. Il solito dannato lavoro in ufficio, al quale oggi si è pure aggiunta una gomma bucata sulla strada di casa. La macchina è scivolata, sull'asfalto bagnato, fermandosi giusto sul ciglio della strada. Sicuro che cambiare una gomma, a mezzanotte, in piena campagna, inzuppandoti fino alle mutande, non è un buon modo per migliorare il proprio umore.

"I'm with you my love,
The light's fading through on you.
Yes, I'm with you my love,
It's the morning and just we two.
I'll stay with you darling now,
I'll stay with you till my seas are dried up."


Adesso, a casa, ti sei finalmente deciso a scrivere quell'email a tuo fratello, dopo tanto tempo. Dopo il suo trasferimento non vi siete più rivisti, e i contatti si sono fatti sempre più rari. Gli hai scritto poco più di una dozzina di righe, accennandogli alle condizioni di vostra madre e al tuo recente divorzio.
Mentre finisci di rileggere, ripensi un attimo alla seconda strofa della canzone di Slowhand. Devi aver sentito male, attraverso le scariche statiche emesse dalla radio, perchè sei convinto che il testo dicesse "the light's shining through on you". Ne sei decisamente convinto.

Distrattamente, premi il tasto INVIA sul client di posta elettronica.

Poco dopo, però, ricevi la risposta dal server: FAILURE NOTICE. Sorry, no mailbox here by that name. vpopmail (#5.1.1), dice il messaggio. Controlli l'indirizzo di tuo fratello: è esatto. Per scrupolo, lo ridigiti e reinoltri la mail.

Dopo qualche minuto, ricevi la stessa risposta. FAILURE NOTICE.
Sicuro che il problema sia dovuto al server di posta, ritenti.

Stesso inspiegabile esito. FAILURE NOTICE.
A questo punto, imprecando, decidi di provare ad inviare un'email a te stesso. Forse il problema è semplicemente legato alla mailbox di tuo fratello; magari il suo account è stato cancellato.

Ma, pochi istanti dopo, la risposta è la stessa. FAILURE NOTICE. Sorry, no mailbox here by that name. vpopmail (#5.1.1). Il nome del mittente, che dovrebbe essere il tuo, non corrisponde. Eppure l'hai digitato tu stesso, pochi secondi fa. Ne sei decisamente convinto. Ritenti rabbiosamente una, due, dieci volte.

Attraverso la radio, Clapton continua a cantare indifferente "The light's fading through on you".

Ma il nome del mittente non è corretto.

Ti alzi dalla sedia. Guardi fuori, ma il buio ti restituisce solo il riflesso sulla finestra.

Il riflesso di qualcun'altro.

martedì, gennaio 04, 2005

L'orrore, e il silenzio.

L'onda è passata, e dietro di lei solo distruzione. E, inevitabili, poi gli abissi di cui non smettiamo d'essere capaci.

Per oggi, nient'altro che questo.

lunedì, gennaio 03, 2005

Il tuo nome



There are things known, and there are things unknown and in between are the doors
- William Blake

Scrivo il tuo nome. Lo leggo. Lo scrivo ancora. Il tuo nome ripetuto, ancora, e ancora, e ancora. Il significato del tuo nome non esiste; è il tuo nome da prima che tu nascessi, naturalmente, spontaneamente. E' il tuo nome da prima che venissi concepita, da prima che i tuoi genitori si incontrassero e lasciassero, da prima dei computer, da prima dell'elettricità, da prima della carta, da prima della lettura, da prima della scrittura, da prima del fuoco, da prima delle idee. E' il tuo nome, da sempre.

Immagino il tuo nome scritto all'infinito. Un piano che si espande in ogni direzione, a coprire tutto l'universo conosciuto. Come un monaco tibetano lo ripeto, dentro e fuori, quasi fosse un koan costruito solo per me; un frammento dell'enigma dell'esistenza: la tua e la mia.

Esasperato, vorrei che perdesse significato, ripetuto all'infinito. I nomi servono a distinguere, a sezionare e classificare il reale; se esistesse solo un nome, non avrebbe alcun significato. In realtà, il tuo nome elevato all'infinito acquista tutti i significati possibili. Posso leggervi tutto, attraverso: il ghiaccio che si forma sotto un tetto d'inverno, fuochi d'artificio riflessi su un mare notturno, il sapore piccante di un formaggio olandese, lo sguardo interrogativo di un gatto che gioca, il colore di un papavero, il significato di una citazione di Borges. Il tuo nome come la mappa del mio pellegrinaggio. Il tuo nome come il mio Mu, da ancor prima che ti conoscessi - come t'avrei chiamata se non ti avessi mai conosciuta? Il tuo nome mi insegue, implacabile e dolce, ovunque. Il suo suono pare il rumore sordo del sangue che scorre nel timpano, il respiro che fluisce nel vuoto del corpo. Lo mastico, lentamente l'assaporo, il tuo nome. Lo mangio, e ti mangio. Lo bevo, e ti bevo.

Tutto passa attraverso il tuo nome, e il tuo nome resta scritto su tutte le cose.

domenica, gennaio 02, 2005

Tutto cade

Ho combinato la mia. Facendo cadere il mio prezioso hard-disk esterno , ho perso definitivamente 50 Gb tra musica, fotografie, immagini, scritti, email, applicazioni. Quasi quattro anni di vita informatica persa in una frazione di secondo, con una misera caduta di 30 cm. (scarsi).... e ovviamente, no, non avevo ancora effettuato il backup.

Adesso, il massimo che posso fare è usare l'HD come metronomo, visto il regolare ritmo con cui le testine emettono un simpatico e musicale "sgrat-sgrat-sgrat-sgrat".

Che si dice in questi casi? Porca di quella p....
Cioè, no.
Volevo dire: Panta Rei.