venerdì, luglio 08, 2005

Titanic

"The death of democracy is not likely to be an assassination from ambush. It will be a slow extinction from apathy, indifference, and undernourishment."
[Robert Maynard Hutchins]

Le immagini di ieri, della capitale inglese colpita dalle bombe, si sovrappongono nella mia mente alla scena dell'attentato al ristorante in Brazil, di Terry Gilliam e Tom Stoppard. Le reazioni delle persone che mi circondano sono in parte simili: mentre tutto attorno viene dilaniato e divelto, da una violenza cinematica e insensata, c'è chi continua a parlare di matrimoni, viaggi, interventi di chirurgia plastica. Rimane - come sospeso - un senso di estraniazione dalla realtà fattuale, concreta, perchè tutto arriva mediato, inquadrato da una telecamera, riassunto in un servizio, catalogato in una pagina di blog. O peggio, nei discorsi dei politici.
Politici che fanno un'unica cosa: parlano. Sfoderano le solite consunte parole come LIBERTA', GIUSTIZIA, PACE. Parole consumate da un uso che diventa abuso, consunte, lucidate all'occasione di fronte alla platea.
LIBERTA', GIUSTIZIA, PACE paiono adesso quasi meno reali, patinate come un primo piano di Nicole Kidman in una copertina di Vogue. "Giustizia, perchè voi valete".
Troppo cinico? Siamo desensibilizzati, isolati nella nostra routine quotidiana di spicciola produttività personale, indolenti nell'abbandonare l'ascolto dell'orchestra mentre la nave affonda?