martedì, febbraio 15, 2005

36, la recensione

I francesi sono strani. Passano dall'invitare Alvaro Vitali alla Cineteca di Parigi, celebrandolo come Laurence Olivier per film quali Paulo Roberto Cotechiño, al girare bei noir moderni, crudi e duri, come 36 Quai des Orfevres. Il film di Olivier Marchal andrebbe visto solo per le splendide interpretazioni dei due combattuti protagonisti, Depardieu e Auteil. La mia recensione approfondita, al solito, è qui.

4 Comments:

At 11:05 PM, Blogger Damiano said...

"Olivier Marchal costruisce in 36 un bel noir moderno". A me basta questo.

 
At 11:38 AM, Anonymous Anonimo said...

Bella recensione, al solito...
Ma sai che i francesi ultimamente fanno proprio dei bei filmetti?
(sì che lo sai :D ;-) )
wsim

 
At 12:25 PM, Blogger Mr.White said...

Sai, 'sim, non sono mai stato un grandissimo estimatore dei francesi... più che altro a pelle, hanno sempre prodotto delle opere che sentivo distanti come "sensibilità". Niente da dire, comunque, sul fatto che ultimamente sono davvero in un periodo positivo.

 
At 3:41 PM, Anonymous Anonimo said...

Condivido in toto le tue impressioni. Anzi, mi pare superfluo scrivere pure la recensione.
Figaro

 

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