venerdì, dicembre 10, 2004

Rosebud



Ci sono delle cose che insegui tutta la vita. Magari non te ne rendi conto, o solo per una breve frazione di secondo. L'ombra impalpabile di una sensazione, percepita appena oltre il cono d'ombra della coscienza.

Una sfumatura dai colori familiari.
Un giro d'accordi, già sentito, ma quando?
La voce di una persona che è passata in una tua notte.
La ruvidezza di un tessuto su cui hai appoggiato il viso.
Una decina di parole lette di sfuggita, e il cui significato ti è continuato a girare tra gli ingraggi del cervello.

Da dove vengono queste incompletezze che cerchiamo di colmare? Ce l'ha incastrate qualcuno, dentro, prima di buttarci sul palcoscenico? O sono qualcosa che abbiamo avuto e poi perso?
Le cose che cercano. Si potrebbe scriverci un romanzo, un pò Proust e un pò Beckett. Ognuno a cercare qualcosa, o probabilmente tutti a cercare la stessa cosa. E allora, forse non siamo noi a cercare, ma a essere cercati, rovistati. Cercati da un istante, un singolo istante, ripetuto all'infinito, senza divisioni.

martedì, dicembre 07, 2004

Scripta Manent - Memorie

The true beloveds of this world are in their lover's eyes, lilacs opening, ship lights, school bells, a landscape, remembered conversations, friends, a child's Sunday, lost voices, one's favorite suit, autumn and all seasons, memory, yes, it being the earth and water of existence, memory.

[Truman Capote]

Ricorrenza personale

Non so se passi di qua ogni tanto, L.
Sinceramente non lo credo. In fin dei conti mi conosci così bene che difficilmente potresti leggerci qualcosa che ti sorprenda. Ma non importa, io tanti auguri, con tutto il cuore, te li faccio lo stesso. (:

lunedì, dicembre 06, 2004

Sport estremi da ufficio

Anche lavorando in ufficio si può vivere fianco a fianco con il pericolo.
Provare il brivido elettrizzante dell'ignoto, la sfida alla forza e alla capacità dell'uomo.

Stamattina ho preso una decisione che aspettavo da tempo.
Alla pausa caffè farò colazione con quella Kinder Cinque Cereali che ho aperto e lasciato nel frigo per due settimane. Quello che una volta era un semplice prodotto di pasticceria industriale è diventata un'aberrazione inquietante degna de "La cosa" di John Carpenter; c'è chi dice, al piano inferiore, che la Cinque Cereali stia raccogliendo ombrelli rotti e pezzi di carta stagnola per costruirsi un'astronave e tornare allo stabilimento della Ferrero di Balvano.

Ma l'affronterò. Nonostante tutto.

"Oggi è un buon giorno, per morire."
O per non digerire.

domenica, dicembre 05, 2004

Cantami, o diva, di quel bonazzo d'Achille

Dopo innumerevoli procrastinazioni, complice un ozioso pomeriggio domenicale classificabile solo come bigio-grigio, mi sono deciso a inserire nel lettore DVD Troy, polpettone hollywoodiano che vorrebbe rielaborare la saga di Omero con qualche pretesa di pseudo-storicità. Ma in questa sede non voglio dare giudizi o recensioni.

Insomma, mi sono annoiato, ma mi è balzata in mente una considerazione inutile come questo pomeriggio bigio-grigio: Perseide probabilmente è il primo personaggio letterario che documenta quella che gli psicologi chiamano Sindrome di Stoccolma. Complice forse la glabra bellezza dell'ossigenatissimo Achille? Bah, misteri dell'epica omerica.