sabato, settembre 18, 2004

Buon appetito, e grazie di tutto

Vorrei ufficialmente ringraziare Alberto Angela e il suo programma "Passaggio a Nord Ovest". Grazie per avermi fatto vedere poco prima di cena uno splendido documentario sulla tarantola amazzonica, il più grande ragno della terra: guardacaso il suo diametro è giusto quello di un piatto da portata. Ma sarà una coincidenza? Ci dicono che gli indigeni la considerano una prelibatezza: quelli che riescono a sopravvivere alla cattura del simpatico aracnide, infatti, paragonano il suo sapore a quello dei nostri gamberi.

Peccato che tra gli Indios non sia ancora diffusa la salsa rosa, altrimenti sai che cocktail.



Ma dicevo: la scena per cui voglio ringraziare è quella in cui la tarantola tende un'imboscata al serpente testa di lancia (che, vista la stupidità, dovrebbe chiamarsi testa di... ehm, qualcosaltro); serpente che, ci segnalano, è tra i più velenosi di tutta la terra. Non c'è che dire, in Amazzonia hanno il meglio di tutto.

La tarantola si erge sulle grosse zampe inferiori, in atteggiamento minaccioso, mostrando nell'ordine: gli aculei taglienti al termine di ogni arto; la schifosissima peluria acuminata, che sparsa nell'aria è persino urticante; i due terribili incisivi collegati direttamente alle ghiandole velenifere. Vedendola così, non stupisce che gli esperti marketing della Trudy abbiano escluso di farne un peluche.

Una volta iniettato il veleno nell'incauto serpente, la tarantola aspetta. Cosa? Aspetta che, tra orrendi spasmi, il rettile muoia mentre il suo sistema nervoso centrale va letteralmente in putrefazione. Dopodichè, per 17 ore, se lo mastica pezzo per pezzo con le sue mandibole, facilitata dal fatto che il suo veleno acido ammorbidisce le carni con cui viene a contatto. La nostra buongustaia evita solo la pelle del serpente (si sà, che poi ti fa un alito da fogne di Calcutta, no?) che comunque le rimane attaccata ai denti mentre se ne zompetta via per l'Amazzonia.

Che dire, se non: BLEEEEEH! Credo che per oggi un pasto mi basterà.

P.S. Se Margaret Mazzantini avesse visto questa scena probabilmente avrebbe scritto il seguito dei Malavoglia. Ma senza dubbio più tragico del prequel.

venerdì, settembre 17, 2004

Prossimo Cult?

Archiviato il fenomeno Kill Bill, passiamo al prossimo papabile cult: il film tratto da Sin City, probabilmente il migliore fumetto noir mai scritto. A salvarci da possibili disillusioni (stile il recente scempio Catwoman) due speranze: la prima è che scrittore e regista del progetto sarà lo stesso autore, il geniale Frank Miller; la seconda è che le prime immagini sono a dir poco eccezionali.

Note sugli attori: Mickey Rourke sarà Marv (speriamo bene...); altri nomi Bruce Willis, Jessica Alba (ricordate Dark Angel?) e la sensualissima Rosario Dawson (La 25a ora).

Gli screencaps paiono una fedele trasposizione delle tavole direttamente su pellicola; se Miller si dimostrerà altrettanto bravo con la cinepresa che con il pennino a china, Tarantino avrà di che preoccuparsi.



Notevole, no?

giovedì, settembre 16, 2004

All good things

Ieri sera, ad una bicchierata di saluto per una collega in partenza, mi sono ritrovato a fare un citazione che è sfuggita ai più; a dire il vero, sul momento, è sfuggita pure al sottoscritto.

Ho detto: "Tutte le cose belle arrivano alla fine".
Era una semi-inconsapevole citazione di Jackson Browne, All good things.

All good things got to come to an end
The thrills have to fade
Before they come 'round again
The bills will be paid
And the pleasure will mend
All good things got to come to an end

All good times, all good friends
All good things got to come to an end.


Tornando a casa, in auto, mi arrovellavo inutilmente sull'origine di quei versi*; cercavo di decidere se nascondessero almeno una parte di verità, o se invece fossero un modo elegante d'impreziosire una canzone sicuramente un pò deprimente.

Perchè, istintivamente, viene da pensare che sia triste che qualcosa di bello termini? Perchè probabilmente si crede che ciò che verrà dopo non sarà altrettanto bello, o meritevole. La fine di qualsiasi cosa spaventa perchè è un cambiamento?

La fine è un concetto - di più, è un aspetto della realtà - non solo necessario al normale fluire della vita, ma addirittura indispensabile per poter guardare la nostra storia con prospettiva. Nel momento in cui un fatto, una situazione, una relazione, un rapporto giunge a conclusione il suo significato e la sua trama emergono, molto spesso in maniera spontanea, naturale. E' per questo, credo, che si usa dire che si capisce il vero significato, il vero valore, di qualcosa o qualcuno solo quando questi non c'è più. Il vuoto, l'assenza, la fine non generano il valore: ma lo rendono più evidente e comprensibile.

Marquez scrisse:
Non piangere perchè qualcosa finisce, sorridi perchè è accaduta.

E non credo intendesse qualcosa di molto diverso da questa strana elucubrazione.


* Sia benedetto San Google perchè ci libera da questi dubbi angoscianti...

mercoledì, settembre 15, 2004

Tanto per scaricare

L'intervento di Urbani agli Stati Generali dell'editoria ha qualcosa di imbarazzante. Prima di tutto usa delle espressioni abominevoli, tipo "i giovanissimi che scaricano cose" (vedo gente, scarico cose). Inoltre, il succo del discorso è in sè: "abbiamo approvato una legge inadeguata e difficilmente applicabile, quindi usiamola alla meno peggio, mettendo pezze alla bisogna". Pare un Brancaleone alle crociate informatiche, a favore delle majors.

Infanzie difficili

Stamane, a Capital Tribune (rubrica mattuttina di Radio Capital) veniva intervistata Margaret Mazzantini, scrittrice famosa per "Non ti muovere" e in genere per tutta una certa narrativa "del dolore".
Parlando delle storie che racconta, la Mazzantini ipotizzava d'essere stata influenzata dall'infanzia trascorsa nelle rude campagna; così, la crudezza delle storie sarebbe stata ispirata dalle immagini dei campi immersi nella foschia, di una distesa di stoppie bruciate, e "di un gatto che combatteva con un serpente" (!!!).

Viene sponteneo chiederselo: ma la Mazzantini dov'è cresciuta, nell'isola di Mumpracem?

martedì, settembre 14, 2004

Pianeta Terra, adesso

La situazione del pianeta, in questo momento.
Ammetto che il contatore Deaths today ha un che di angosciante.... anche se pure il Tons of human biological waste (...) non scherza!

God Bless America

Come votereste alle prossime presidenziali statunitensi?

Pare esserci una certa tendenza, tra i navigatori... prevedibile? Significativa? Mah, incrociamo i puntatori dei mouse, se non altro.

Come si fa un blog

Da qualche giorno è partito il blog collegato al libro Come si fa un blog di Sergio Maistrello. Sono curioso di vedere come si svilupperà, e mi piacerebbe riuscire ad essere presente ai relativi blog-eventi a Pordenonelegge.it...
Ricomincerà l'eterno dibattito Splinder si / Splinder no?
Spero di sì, e lo dico con tutte le malinconie di un reduce...

lunedì, settembre 13, 2004

Blair Witch Project 3 ?

Secondo me, questo è un falso messo in giro da qualcuno che sta girando un seguito di Blair Witch Project.

Il meccanismo narrativo è il medesimo, salvo che il ritrovamento è quello di una macchina fotografica digitale invece che di una VHS.

Il testo:

Last week I drove to a nearby town. The town is surrounded by tall hills and mountains, and you can have a very pleasant hike down any of the numerous trails there. Anyway, I was climbing one trail and enjoying the good weather when I saw what looked like a silver box. When I approached, I saw it was a digital camera!

It's a 3.3 mpixel Powershot S20! Slightly scuffed, but otherwise fine. It rained the next day, so I was really lucky to get there when I did. When I got home, I also saw it had a 300 mb hard drive inside! This must be like a £250 value folks, I pity the fool who dropped it so carelessly. Anyway, just wanted to share. It also had some nice pictures on it, and I'm putting those up in this thread, hence the 56k warning. Not sure why some of them are blurred...


Resta il fatto che alcune foto sono deliziosamente d'atmosfera.

Ad esempio questa; ed in questa non vi pare d'intravedere una figura zoppicante, tra gli alberi? Figura presente anche in questa, forse. Infine, il riflesso presente in questa è troppo lapalissiano per non rivelare la bufalosità del tutto...

L'idea è carina, ma oramai troppo abusata.

domenica, settembre 12, 2004

Scripta Manent: Acqua e sete

Piccola premessa: solitamente le mie citazioni, tanto musicali che letterarie, sono tratte da autori che apprezzo particolarmente. Questo caso - gli Jarabe de Palo - è un'eccezione, nel senso che la musica di questo gruppo non mi mai suscitato grandi emozioni. Ma stasera sono incappato in questa canzone, di cui credo tre o quattro anni fa circolasse anche il video. Mi ha solleticato tanto la curiosità da recuperarne il testo: pur non molto originale (da quello che ne ricavo dalla mia intuitiva comprensione dello spagnolo), l'ho trovato bello e blues in una maniera tutta malinconicamente latina.


Cómo quieres ser mi amiga
si por tí daría la vida,
si confundo tu sonrisa
por camelo si me miras.
Razón y piel, dificil mezcla,
agua y sed, serio problema.
Cómo quieres ser mi amiga
si por ti me perdería,
si confundo tus caricias
por camela si me mimas.
Pasión y ley, dficil mezcla,
agua y sed, serio problema.

Cuando uno tiene sed
pero el agua no está cerca,
cuando uno quiere beber
pero el agua no esta cerca.
Qué hacer, tú lo sabes,
conservar la distancia,
renunciar a lo natural,
y dejar que el agua corra.
Cómo quieres ser mi amiga
cuando esta carta recibas,
un mensaje hay entre líneas,
cómo quieres ser mi amiga.


[Agua - Jarabe de Palo]