venerdì, agosto 06, 2004

Il Boss e il Bush

Bruce Springsteen parteciperà al tour Vote for Change, insieme ad altri artisti, per favorire un cambiamento nell'ambito politico-sociale negli USA.

These questions are at the heart of this election: who we are, what we stand for, why we fight. Personally, for the last 25 years I have always stayed one step away from partisan politics. Instead, I have been partisan about a set of ideals: economic justice, civil rights, a humane foreign policy, freedom and a decent life for all of our citizens. This year, however, for many of us the stakes have risen too high to sit this election out.

Tramonto tequila

Le associazioni di idee sono armi affilate e pericolose, nelle mani di chi ha immaginazioni troppo fervide e instabili. Sono come una brezza fresca sulle spiaggie dell'intuizione; ti portano odori e profumi di mari e paesi distanti. Di altri tempi, di altri luoghi, di altre vite.

Tempus fugit, ti ritrovi a pensare mentre ascolti svanito una blanda e tranquilla Tequila Sunrise. Fuori, il sole estivo a picco pare lo stesso di 8 anni fa, quando tornavi su una scassata littorina diesel dopo l'ultima interminabile sessione di esami. Prima ancora, Invicta decorati a suon di Uniposca Oro, a raccogliere la sabbia dalle spiaggie. Spiaggie a perdita d'occhio, ombrelloni allineati come soldati dopo lo sbarco; e una vastità di sorrisi bianchi su visi abbronzati, e parole da conoscere, e corpi che si attirano e incuriosiscono. E passeggiate errabonde e allegre, e discorsi pigri su panchine solitarie.

Tempus fugit, sì, ma a volte pare sempre la solita, vecchia, cara estate.

mercoledì, agosto 04, 2004

Bisogno di ferie

Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca


Aiut.

Solo come uno

C'è qualcosa di sottilmente geniale nello stacco di basso in "Nights in white satin", di Moody Blues, e in quell'istante breve e sospeso in cui parte il flauto traverso.

Gazing at people some hand in hand
Just what I'm going through they can't understand
Some try to tell me thoughts they cannot defend
Just what you want to be you'll be in the end


Ma divago come al solito.

Mi chiedo se sia possibile assorbire la propria solitudine. Non subirla come una condizione esterna; non abbracciarla come scelta. No: piuttosto, presa come un dato di fatto dell'ambiente in cui vivi, entrarci dentro, e diventarne tutt'uno.

La solitudine - in quanto concetto - può essere ridotta a linguaggio, giusto? E allora perchè non dialogare, con la propria solitudine, e perchè non conoscerla un pò meglio, non portarsela fuori a bere una birra? Perchè non farla ubriacare, e portarsela a letto (senza malizia, potrebbe essere solo un'avventura)? Perchè non riscrivere il linguaggio che la definisce, lontano dagli stereotipi che ci svendono giorno dopo giorno?

La solitudine può essere il nome al dialogo che ognuno ha con sè stesso, con i mille sè stesso che nascono e muoiono ogni giorno. E, in questo gioco a nascondino dell'Atman, credo si possa vincere. Alla fine - dentro - ti ritroveresti con un linguaggio senza più parole; non ce n'è bisogno, riuscendoci.

Per quanto buono sia il discorrere, il silenzio è migliore, e lo mortifica. La lunghezza del discorso è un'indicazione della distanza di pensiero che vi è tra chi parla e chi ascolta. Se essi s'intendessero perfettamente in tutto, le parole non sarebbero anzi affatto necessarie. Se fossero una unità in tutto, le parole non sarebbero neppure tollerate.
[R.W.Emerson]

martedì, agosto 03, 2004

Scripta Manent - Confesso

“Figliolo, quanto tempo che è che non ti confessi?”
“Saranno dieci anni…”
“Ah, sei venuto a costituirti…”


[Paolo Rossi]

lunedì, agosto 02, 2004

Anteprima Fahrenheit 9/11

Ancora una volta, dopo lo spaccato sulla società americana dato con Bowling for a Columbine, Moore torna a occuparsi di politica - nazionale e internazionale - e dei terribili effetti che questa ha sulla gente. Specificamente, Moore indaga i rapporti tra l'amministrazione Bush e le famiglie saudite che supportano il terrorismo: relazioni che hanno - direttamente e indirettamente - portato ad una crescente escalation di violenza, depressione economica, terrorismo e guerre.
Se togliamo la gente comune che appare nel documentario, gli altri - giornalisti, politici, militari - paiono spesso poco più di maschere. Maschere,i "protagonisti" di questa farsa geopolitica; maschere dietro poteri più grandi e strutturati, incuranti delle conseguenze delle proprie scelte.

Scritto da un Moore meno faceto e appariscente del solito, Fahrenheit 911 non è un'opera di giornalismo classico, nè un documentario nel vero senso del termine.
Ma è un'opera figlia di un certo sdegno e di una certa passione, con il sicuro pregio di sollevare tanti dubbi e riflessioni sulla attuale condizione della "civiltà" umana.

Una volta vista la versione italiana - più accessibile rispetto a quella USA, per le mie limitate capacità di comprensione delle lingue - mi riprometto di scriverne una recensione in stile classico.

Misteri di lei

Some things never change;
Some things never stay the same
But your so innocent,
I'll take all the blame
How I hate to remember
for that means the day is past
Sometimes I wonder if I know her
or if I really need to ask

The woman in you is the worry, the worry in me


[Woman in you, Ben Harper]

Alzhaimer, portami via

Okay, giusto per smentire il mio post precedente sulla memoria e i ricordi, ammetterò che la ragazza che mi ha salutato ieri sera mi è completamente sconosciuta. Non ho idea da quale giorno del mio passato sia uscita... E ovviamente non ho idea di quale sia il suo nome. Quindi, al prossimo giro: a) ammettere senza remore e pudori la propria fallace mancanza, o b) esibirsi in un improvvisato dribbling retorico per estrapolarle nome e trascorsi?

Comunque sia, l'importante è ricordare che... che... ehm...
ehm...

... Allora, Reverendo, chi è di mazzo?