sabato, luglio 10, 2004

Scripta Manent - Regole e ribelli

"I ribelli apprendono le leggi meglio dei legislatori. I ribelli imparano dove vi sono falle, dove le regole meglio possono essere attaccate. Diventa un esperto delle regole.
Poi distruggile con creatività e stile."


[da "The rules" , Kristine K. Rusch]

venerdì, luglio 09, 2004

Oltretomba moderno

"[...] quella di Robert Barrow è l'idea di una tomba multimediale, ai limiti dell'interattività defunti-viventi. Il brevetto che l'inventore vorrebbe registrare nasce da una buona dose di eccentricità e da una certa conoscenza delle tecnologie. La lapide a cui ha pensato ospita un computer dotato di hard disk che dovrebbe consentire al defunto di far arrivare, a chi si reca presso il suo luogo di sepoltura, dei messaggi, che potrà far apparire su schermo LCD. [...]"

La notizia completa su Punto Informatico.

Impossibile non pensare ad Ubik di Dick, anche se non c'è dubbio che qui l'idea è molto meno poetica. Certo che comunque è una prospettiva interessante per tutti quei web-qualcosa come me che prima o poi dovranno fare qualcos'altro, oltre i siti e multimedialità tradizionale.

Già mi immagino un serie televisiva sul tema "Web Design e onoranze funebri multimediali"...

Six Bit Under

In mezzo scorre il fiume

Il mare ha il fascino dell'immenso, del mistero, dell'immutabile ciclo delle onde, dei venti e delle maree. Ma il fiume ha un fascino che ci è più vicino: è qualcosa che scorre, familiare, continuamente ma inesorabilmente. Dalla sorgente alla foce. Il fiume è più vicino al nostro considerare i giorni, la quotidianità, la vita.

Ho sempre considerato The river una delle più belle canzoni di Springsteen; anzi, una delle migliori canzoni degli anni '80. E' una metafora ben riuscita: l'immergersi di un uomo nei ricordi di quello che è stata la sua vita, delle passioni e dei sogni che ha seguito. Ma, come tante perle del Boss, è una canzone che ci parla della disillusione in tutta la sua forza, e in tutta la sua verità. Immergersi nel fiume della passione e del momento lascia ricordi bellissimi, ma che bruciano dentro se paragonati poco dopo con l'attrito di una realtà noiosa e arida.

"Now those memories come back to haunt me
They haunt me like a curse
Is a dream a lie if it don't come true
Or is it something worse"


Che domanda scomoda... è giusto poter sognare qualcosa di completamente irrealizzabile? Troppe domande, come sempre. E come sempre, in mezzo, scorre un fiume.

giovedì, luglio 08, 2004

Tutti dicono "I love you"

Un'amica (fonte attendibile) qualche giorno fa mi ha raccontato che esiste una popolazione africana con una peculiare tradizione: ciascuna persona può dire "Ti amo" solo ad una persona nella vita.

Forse ciò dà una forza a quelle due parole che noi non possiamo neanche immaginare. Credo che il numero di volte che quella battuta viene pronunciata negli ultimi 50 anni di cinema, televisione o musica sfiori le millemila.... Probabilmente una cinquantina solo nell'omonima canzone di Umberto Tozzi.

Le parole si logorano con l'uso, diceva Borges. E allora mi chiedo se non siano molto più corretti quelli che si fanno capire, sempre e inequivocabilmente, solo con i fatti.

Pessimismo indiziario musicale

La funzione di riproduzione casuale del mio Ipod ha sfornato una sequenza di tre brani che mi ha lasciato un brutto presentimento addosso:

-I am a man of constant sorrow, dalla soundtrack di Fratello,
dove sei?

-Bad moon rising, dei Creedence Clearwater Revival
-Karma police, dei Radiohead

Devo iniziare a preoccuparmi?
Toccatina.

Capitolo Uno: 2

Ho sempre pensato che Rocky I sia migliore di Rocky II. Così come Roxanne nella versione di Sting rimane migliore del remake di George Michael. Ad essere sincero, poi, nessuna delle due opere (Rocky e Roxanne, un pugile e una puttana, simpatico binomio di cultura popolare di margine anni 80) mi piace sul serio. Ma mi pare dia lo spunto ad un'opinione così diffusa da essersi cristallizzata in luogo comune: i seguiti e i remake, paragonati agli originali, fanno schifo.

Il che, con abilità retorica degna d'un presentatore di circo, mi dà una carta in più da giocare, una giustificazione da mostrare al professore: prof, questo blog fa schifo, ma è un seguito, Cristo! E' un seguito svogliato di un'idea svogliata, e poco originale. Gli sceneggiatori sono a corto di idee come gli autori di X-files alla settima stagione, e gli attori sono stanchi di vedersi nelle loro versioni ringiovanite dalle continue repliche di tardo pomeriggio.

Ma qualcuno crede ancora nei luoghi comuni?
No. Già. Ormai i luoghi comuni li abbiamo già superati, da un pezzo.
L'anticonformismo di una qualche anno fa diventa il nostro conformismo presente.

Non ho intenzione, come hanno fatto molti blogger seri nei passaggi da una piattaforma all'altra, di recuperare i miei post precedenti; magari ne cannibalizzerò qualche frammento, forse e più avanti. Lasciamo margine all'imprevidibilità, no?

Bentornati nel mio asylum, nel piccolo, razionale manicomio quotidiano dei miei pensieri. Se siete nuovi, mettetevi comodi, e siate gentili con l'infermiera che passerà con le pillole.