martedì, novembre 02, 2004

La strada del ritorno


La strada del ritorno sembra sempre più breve. E' una di quelle piccole leggi inspiegabili che la mia esperienza ha scritto leggera sugli anni trascorsi.
La strada del ritorno sembra sempre più breve, specie se notturna. Notti scure su strade sgombre dal traffico, un minuto dietro l'altro senza neanche accorgersene. Ho condiviso tanto, con poche persone, su queste strade del ritorno. Mi rendo conto che i momenti in cui sono stato più vicino a qualcun'altro sono questi, e ben pochi altri.
La strada del ritorno la si fa in auto, senza pigiare troppo sul gas, tranquilli, con la musica appropriata. Qualcosa di lento e poco intrusivo, da canticchiare solo a tratti, distrattamente.
Un "Space Oddity" di Bowie, una passata di Radiohead, Metheny se serve, un "Perfect Day" di Reed, una Tracy Chapman qualsiasi, un pizzico di U2 per legare con facilità il tutto.
Credo che si crei, qualche volta, un momento particolare, nei ritorni. Quel momento un pò lento e un pò languido di chi sa di aver condiviso qualcosa. Una caffè, un film, una birra, una discussione, due birre, una risata o un bacio, tre birre, una litigata, un amaro, sesso se capita, l'ultimo bicchiere ("e me ne androooò"). Qualcosa condivisa, nei sorrisi un pò idioti e negli sbadigli di sonno, comunque.
Quel momento un pò lento e languido in cui si è già parlato tanto, e ci si guarda per poco negli occhi - a volte attraverso l'indiretto riflesso di uno specchietto retrovisore - e si sa che non c'è bisogno di parlare troppo. Forse, nei ritorni notturni, il significato delle parole arriva più caldo, denso, coagulato. Forse i pensieri degli altri, i loro abbracci fisici e non, ti restano dentro di più.
A volte restano solo fino al mattino. A volte restano, da qualche parte, dentro, trovandosi sornioni un angolino comodo, come gatti pigri in un giorno d'inverno.

1 Comments:

At 11:46 PM, Anonymous Anonimo said...

e il contraltare sono quei ritorni solitari dove la strada diventa infinita e monotona e tutti i pensieri si accavallano e non lasciano tregua e quando arrivi ti senti reduce da una gara di triathlon con tutti i nervi tesi e accavallati :(

hitch

 

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