mercoledì, novembre 03, 2004

Dio benedica l'America

Eh, già. Stamattina guardo i risultati delle elezioni presidenziali americane e mi sento addosso quella cinica disillusione che di solito associo agli interisti. E mi perdonino gli interisti.

Allo stato attuale delle cose, il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America è George W. Bush, e non posso affatto dire che fosse quello che speravo. Non che riponessi grandi speranze nello sfidante Kerry, che in fondo si è dimostrato fin troppo moderato, in quel suo mirare con cura studiata a tavolino all'elettorato centrista. Pare che portarsi su una posizione di centro sia condizione indispensabile per raggiungere i grandi numeri e lottare per la corsa al filo di lana. In effetti, anche questa volta la battaglia elettorale è stata (anzi, è tutt'ora) estremamente serrata, tanto più che sembra dovranno contare persino i voti provvisori di alcuni stati incerti. C'è da dire, comunque, che questa vittoria di Bush pare molto meno incerta di quella precedente - se non altro più "legale".

Ripeto: non riponevo troppa fiducia in Kerry. Con un programma e una posizione troppo simili a quelle dell'avversario, e con una campagna basata principalmente sul demolimento della figura di Bush, non ci si poteva aspettare una vittoria travolgente; era una strategia studiata statisticamente, prendendosi meno rischi possibili, e contando sulla progressiva sfiducia che era cresciuta nei confronti del Presidente.

Troppo poco. Troppo poco esporsi, troppa poca voglia di cambiare le cose, troppa poca passione. Forse era meglio per Kerry perdere più decisamente, ma essendosi messo in gioco maggiormente sul campo delle riforme e delle innovazioni. Ma evidentemente non era la persona adatta.

Ciò detto, se da Kerry non mi aspettavo molto, sicuramente mi aspettavo qualcosa di diverso dai cittadini americani. Perchè il voto popolare - fondamentalmente - è andato a Bush, un presidente che ha preso tante decisioni e posizioni che ho giudicato politicamente errate, oltre che moralmente discutibili. La sua posizione nei confronti della ricerca scientifica, del rapporto con l'ambiente, dei supporti sociali alla cultura e all'assistenza, dell'economia, della politica internazionale, della guerra: queste posizioni erano - e sono - secondo me sostanzialmente errate, e tutti i riflessi che esse hanno avuto sul clima sociale ne sono un chiaro indicatore. Hanno alimentato la sfiducia, l'isolazionismo, la violenza e la paura.

Mi aspettavo qualcosa diverso dagli americani, perchè in fondo so di essere stato, nel corso della mia crescita, fortemente influenzato dalla produzione culturale e sociale della loro nazione. Mi aspettavo che le convinzioni - prima che politiche, morali - che ho espresso sopra fossero condivise in misura superiore a quella emersa dalle elezioni.

Così non è: l'America sceglie Bush perchè si sente da questi rappresentata o meglio difesa. Ulteriore prova di ciò è il fatto che si sia invertito lo stereotipo per cui se il numero dei votanti aumenta, l'ala democratica ne uscirebbe avvantaggiata.
Un ultimo dubbio mi resta: siamo sicuri che, con un sistema maggioritario, chi sbaglia paga? Siamo sicuri che ci sia, in chi va a votare, la forza per ammettere - soprattutto con sè stessi - uno sbaglio precedente? L'impressione è che la paura e la sfiducia - come sempre - taglino le gambe alla voglia di cambiare.

E che Dio benedica l'America... ne ha bisogno.

5 Comments:

At 12:38 PM, Blogger Corinna said...

Si può dire "buongiorno", oggi?
Ciao, Albè.

 
At 1:00 PM, Blogger Mr.White said...

Ciao, Corì.

(:

 
At 6:59 PM, Anonymous Anonimo said...

"L'impressione è che la paura e la sfiducia - come sempre - taglino le gambe alla voglia di cambiare."

Sono parole tue, White, e definiscono perfettamente l'esito di tante elezioni, anche nostrane (difficile spiegare 40 anni di DC, altrimenti).

Va anche aggiunto che il potere conosce benissimo quali sono i meccanismi per alimentare la paura, che poi sono gli stessi da secoli. La cosa incredibile è che il popolo ancora non se ne accorge.
Risultato scontato comunque, personalmente avevo pochi dubbi.
Ciao
wsim

 
At 11:18 PM, Blogger Mr.White said...

Allora il potere si baserà sempre e solo sulla paura? Avremo sempre e comunque lo spauracchio del terrorista musulmano, dell'esportatore cinese, dell'omosessuale deviatore d'infanti?

Il potere non sarà mai attivo e costruttivo, ma semplicemente parassita re-attivo delle solite angoscie umane?

Sarà sempre così perchè è sempre stato così fino ad oggi?

Scusa la delusione, 'sim. Domande retoriche, lo so.

):

 
At 4:36 AM, Blogger giacmc said...

Quattro domande, quattro risposte: Sì, sì, sì, e . . . . sì. Dopo 9.11, una piccola maggioranza di Americani desidera il sangue in cambio. Bush ne dà loro. Non basta ancora. Forse non basterà mai.

 

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