domenica, ottobre 31, 2004

Macchia riflessa (Post di Halloween)

13 Ottobre 19**
Stanotte sono tornato tardi; l'ho rivista di nuovo. In lei c'è qualcosa che mi intimorisce e mi attrae contemporaneamente; qualcosa di impercettibile nel modo diretto e sfrontato in cui mi guarda, la decisione controllata con cui gesticola mentre parla, la provocante sensualità delle sue spalle nude. Non riesco a non seguirla, parlarle, cadere così fluidamente in quella tentazione; ogni volta, così.
A casa, l'altra lei mi aspettava addormentata sul divano. La tv era bloccata sul segnale statico di fine trasmissione, di una qualche emittente sconosciuta. Ho spento e, nell'eco di quel fruscìo elettronico, l'ho sollevata in braccio. Mi è sembrata piccola e leggera, poco più d'una bambina; qualcosa come un senso di colpa mi si è infilato di soppiatto nella coscienza, mentre mi lavavo i denti in bagno. Mi sono visto pallido, più pallido del solito.

17 Ottobre 19**

Ho finto di dover uscire per portare fuori il cane, quando lei era già a letto. Ho aspettato che si fosse quasi addormentata, e le ho accennato la mia intenzione; lei ha detto qualcosa nel dormiveglia, senza senso, tipo "So cosa hai visto". Mi sono rivestito, ho svegliato il cane e sono sceso fino a Piazzale ******. Poi il terzo vicolo in fondo, lungo Viale ****** *****. Quasi tutti appartamenti diroccati, disabitati, dimenticati dai restauri del centro. Sapevo dove stava, e l'ho chiamata da sotto la finestra. Mi chiedo perchè abiti in una zona così fatiscente, lei cosi esuberantemente viva ed energica. Abbiamo parlato a lungo, mentre il cane continuava a grattare sulla porta per uscire. Al momento dell'addio, ho tentato di baciarla, inutilmente.
Fuori, poi, la notte sembrava più scura. In qualche modo, meno definita, meno a fuoco.
L'altra lei, a letto, aveva un sonno inquieto. Continuò a digrignare i denti fino all'alba.

18 Ottobre 19**

Devo tornare dall'oculista. Devo aver perso ancora diottrie, e mi pare di vederci male anche con gli occhiali.

20 Ottobre 19**
Negli ultimi giorni mi sono sento particolarmente stanco. Fatico a dormire. Mi alzo nel bel mezzo della notte, e cammino fino sotto casa di lei, come un sonnambulo senza memorie. In quei quartieri desolati e fatiscenti non circola mai un'anima viva. Persino la luce dei lampioni sembra inghiottita dal silenzio di quella zona. Lei, se è a casa, è sempre sola. Mi accoglie sempre con malcelato compiacimento, ma senza mai lasciarmi lo spazio sufficiente ad avere la sensazione di condurre il gioco. E' sempre qualche passo più in là di me, volutamente. Non sono ancora riuscito a baciarla.
L'altra lei forse intuisce qualcosa. Ha detto di aver provato a chiamarmi, ma di non esserci riuscita a causa di un guasto al telefono. Adesso, mentre scrivo al computer, la sento muoversi in bagno. Sta piangendo? Non so. Forse sono solo voci dei vicini dall'appartamento di fianco.

21 Ottobre 19**
Devo aver esagerato, lavorando sul PC fino a tardi. Oltre a vederci sfuocato, adesso, a tratti mi par di vedere una specie di macchia biancastra, al centro del campo visivo. Non riesco a capire da quale occhio dipenda; usando alternativamente l'uno e l'altro, la macchia riappare dopo qualche secondo, in primo piano ma sfuocata. Anche il mio pallore è aumentato.
L'altra lei se n'è accorta, come si è accorta delle mie peregrinazioni notturne. Abbiamo discusso animatamente, e ho finito con l'accusarla di una sterile gelosia; mi sono sentito un vigliacco preventivo, vedendo quanto sta male.

25 Ottobre 19**
La macchia c'è ancora. Preoccupato, ho chiamato l'oculista, per una visita d'urgenza. Nervoso come non mai, sono uscito a cercarla senza neanche cenare. A casa sua non c'era. Sono rimasto ad aspettarla per due ore di fronte all'androne desolato e colmo di vecchiume dimenticato lì da anni: biciclette arruginite, bottiglie vuote, riviste sgualcite. Ho infilato un biglietto sotto la fessura della sua porta, visto che non ho il suo numero di telefono.; per un attimo m'è parso di avvertire movimento, all'interno.
L'altra lei non era a casa, al mio ritorno. Ho provato a telefonarle, ma il telefono è ancora guasto. E' tornata dopo mezz'ora; abbiamo litigato ancora, con una rabbia addosso che sapeva di stanchezza.

26 Ottobre 19**
Il cane è scappato, forse in un momento in cui ho dimenticato la porta aperta. Il tecnico della compagnia telefonica ci ha detto che sembrerebbe tutto a posto, ma il telefono funziona solo a tratti. Incompetente idiota.

27 Ottobre 19**
La macchia all'interno del mio campo visivo s'è allargata ancora. Ieri l'oculista mi ha visitato. Ha detto che non riscontra alcuna anomalia o difetto fisico; la macchia deve dipendere dallo stress o da qualche altro fattore psicologico. Mi ha prescritto un paio di medicinali, e mi ha consigliato di riposare per qualche giorno.
Ma non riesco a stare chiuso in casa. Sono uscito più volte, ancora sotto la sua finestra. Non sembrava fosse in casa. Le ho lasciato un altro biglietto. Dov'è, adesso?

29 Ottobre 19**
Sto pensando seriamente di farmi ricoverare in ospedale. Le pillole sono completamente inutili. La macchia ormai è enorme, copre più di metà del mio campo visivo. Non è più biancastra: è un ovale rosa pallido, nero sulla parte superiore. Se strizzo gli occhi, perde opacità per qualche secondo, per poi tornare come prima. Ne ho parlato a lungo con l'altra lei, ma abbiamo finito col litigare ancora per le mie fughe notturne. Lei ha pianto, mi ha accusato. Se n'è andata.
Fuori piove, e il cielo ha qualcosa di finto: come una scenografia dipinta sul set di un vecchio film abbandonato.

30 Ottobre 19**
Ormai la macchia è enorme. Praticamente copre tutto il mio campo visivo. Ho provato a chiamare aiuto, ma i vicini di casa non si fanno sentire da giorni. Il telefono è ancora inutilizzabile, muto. Sono uscito per cercare aiuto, ma le strade notturne sembravano deserte. Avanzando a tastoni, quasi cieco, mi sono ritrovato ancora sotto casa sua. Ho preso a spallate la porta, visto che continuava a non rispondermi. Quando i cardini hanno ceduto, un'odore di muffa e polvere si è levato dall'interno. Come se la porta non venisse aperta da decenni.
Per un attimo ho temuto che l'avrei ritrovata cadavere, rigida in mezzo alla desolazione di quell'appartamento vuoto. Ma non c'era. Ho girato, bagnato fino all'osso, per ore tra le stanze, camminando sul parquet scricchiolante ricolmo di calcinacci e immondizia. Com'è possibile una tale desolazione nel giro di poche settimane?
Non è possibile, mi sono detto, questo non è la sua casa. Ci sono stato pochi giorni fa, ed era diverso. Semplicemente, pensavo, sono entrato nell'appartamento sbagliato. Lei è da qualche altra parte, questa non è casa sua, mi sono detto.
Ma uscendo mi sono chinato, e ho tastato il pavimento. C'erano due biglietti. I miei.

31 Ottobre 19**
E' finita. Non vedo più nulla, oltre la macchia. Scrivo al computer senza nemmeno aver acceso lo schermo, solo perchè conosco la sequenza dei comandi e la disposizione dei tasti. Scrivo al computer immerso nel buio e nel silenzio più totale del mio appartamento, mentre fuori non smette di piovere.
La macchia ora è definita, ha perso qualsiasi approssimazione o sfuocatura. E' di fronte a me ogni istante, copre tutto il mio campo visivo. La macchia biancastra è: naso, bocca, zigomi, fronte, capelli, occhi. Il mio viso. Come fosse un riflesso congelato sulla mia retina, non mi riesce di vedere altro. Solo la mia faccia pallida, scavata, emaciata, degli ultimi giorni. E quegli occhi: gli occhi febbrili e lucidi di un ossessionato, di un insonne, di qualcuno alla ricerca di qualcosa che non esiste.
Cosa ho visto, in quell'appartamento vuoto, in quel quartiere disabitato? Con chi ho parlato? Chi ho desiderato di baciare, inutilmente? Il viso immobile che ora continuo a vedere non sa darmi alcuna risposta. Mai ha saputo farlo.
Fuori, lo so, non smetterà più di piovere.

4 Comments:

At 6:25 PM, Anonymous Anonimo said...

Scaaary!

Jlove

 
At 5:26 AM, Blogger giacmc said...

Grazie tante, happy Hallowe'en. E poi, il martedì, dias de los muertos, Election Day. Molto scaaary.

 
At 2:42 PM, Blogger maje said...

Permesso...? Bravo Mr. White, è stupendo questo post, posso dire: Mr. White + Stoker + Poe...

 
At 11:20 PM, Blogger Mr.White said...

Non c'è confronto, però: l'Election Day è di gran lunga più TERRIFICANTE di Halloween! Altro che zombie, serial killer, streghe e demoni; il vero terrore post-moderno è la politica internazionale e tutto il suo teatro odierno. Chissà che ne direbbero i celti, precursori della festa tradizionale irlandese....

 

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