giovedì, ottobre 21, 2004

Intelligente, intrappolato

Un intelletto - un'intelligenza analitica - particolarmente sviluppato porta senza dubbio a una vita interiore altrettanto sviluppato. Conduce alla strutturazione di idee e ideali, di supposizioni più o meno sperimentali sulla reale e sugli aspetti del reale: la metafisica, la natura, la società, il sentire e il comportamento umano.

Le idee sono potenti, ma vanno rispettate. Credo che fosse Lao-Tzu ad affermare che un'idea alla quale l'uomo non fa corrispondere un'azione - concreta, quotidiana - diventa veleno nell'anima.
E' una riflessione al quale sono giunto nel contatto con alcune persone che reputo estremamente intelligenti. Persone di forti ideali, di acute idee, troppo spesso senza corrispondenti azioni altrettanto forti nel quotidiano. E la condizione che ne emerge è di sostanziale e bruciante infelicità: un senso di intrappolamento, un contrasto difficilmente sanabile tra mondo ideale (interiore) e mondo reale (esteriore).

Come costruirsi una gabbia, ed essere così affezionati ad essa (è una propria costruzione, in fondo) da non riuscire ad uscirne. L'ambivalenza tra frustrazione e autocompiacimento è quasi inevitabile.

Gli ideali sono essenziali, parte delle vita da cui nessuno dovrebbe transigere. Ma devono partire ed essere ancorati al presente e all'esperienza; solo così, credo, l'intelligenza può diventare un mezzo con cui applicare le idee, piuttosto che una mera lente deformante di ideali insoddisfatti.

2 Comments:

At 4:39 PM, Blogger Damiano said...

Maggiore è il sapere, maggiore sarà il dolore. Anche la conoscenza ha delle conseguenze e credo che la pazzia sia la più diffusa.

 
At 10:37 PM, Blogger Mr.White said...

Non sono d'accordo: il "sapere" non è dato solo dall'intelligenza, e l'intelligenza può essere usata come uno degli strumenti di indagine, senza diventare un fine. E' possibile costruire degli ideali e un'interiorità trovando un equilibrio con il mondo esterno.

 

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