mercoledì, agosto 04, 2004

Solo come uno

C'è qualcosa di sottilmente geniale nello stacco di basso in "Nights in white satin", di Moody Blues, e in quell'istante breve e sospeso in cui parte il flauto traverso.

Gazing at people some hand in hand
Just what I'm going through they can't understand
Some try to tell me thoughts they cannot defend
Just what you want to be you'll be in the end


Ma divago come al solito.

Mi chiedo se sia possibile assorbire la propria solitudine. Non subirla come una condizione esterna; non abbracciarla come scelta. No: piuttosto, presa come un dato di fatto dell'ambiente in cui vivi, entrarci dentro, e diventarne tutt'uno.

La solitudine - in quanto concetto - può essere ridotta a linguaggio, giusto? E allora perchè non dialogare, con la propria solitudine, e perchè non conoscerla un pò meglio, non portarsela fuori a bere una birra? Perchè non farla ubriacare, e portarsela a letto (senza malizia, potrebbe essere solo un'avventura)? Perchè non riscrivere il linguaggio che la definisce, lontano dagli stereotipi che ci svendono giorno dopo giorno?

La solitudine può essere il nome al dialogo che ognuno ha con sè stesso, con i mille sè stesso che nascono e muoiono ogni giorno. E, in questo gioco a nascondino dell'Atman, credo si possa vincere. Alla fine - dentro - ti ritroveresti con un linguaggio senza più parole; non ce n'è bisogno, riuscendoci.

Per quanto buono sia il discorrere, il silenzio è migliore, e lo mortifica. La lunghezza del discorso è un'indicazione della distanza di pensiero che vi è tra chi parla e chi ascolta. Se essi s'intendessero perfettamente in tutto, le parole non sarebbero anzi affatto necessarie. Se fossero una unità in tutto, le parole non sarebbero neppure tollerate.
[R.W.Emerson]

4 Comments:

At 12:39 PM, Anonymous Anonimo said...

emerson non lascia scampo
in silenzio approvo e cerco di assorbire la mia solitudine, ma lei è astemia e non va con la prima che incontra :D

 
At 4:31 PM, Blogger Mr.White said...

Prova a fare l'indifferente - a volte vogliamo solo quello che non possiamo ottenere... Perchè le nostre solitudini non dovrebbero somigliarci?

 
At 3:27 PM, Anonymous Anonimo said...

Leggendo, mi è venuto subito alla mente il sax di sottofondo in Taxi Driver.....
wsim

 
At 5:58 PM, Blogger Mr.White said...

Un post multimediale, allora (:

E senza ricorrere allo streaming.

 

Posta un commento

<< Home