domenica, agosto 22, 2004

Incubo di una notte di fine estate

Il fascino torbido dei sogni è la conclamata assenza di rapporti di causa ed effetto: quel principio che tanto pare incatenare ogni realtà che non sia onirica. Causa ed effetto, nei nostri sogni, seguono i percorsi contorti dell'inconscio, e il volere inconsapevole di un demiurgo addormentato. A ben pensarci, di un sogno il sognatore è tutto: il protagonista, gli altri personaggi, l'ambiente, l'atmosfera, il senso. Il sogno è forse quindi un dialogo con sè stessi, operato costruendo nuovi paradigmi di una realtà soggettiva?

Ho sognato - non guardatemi male - di essere una barca a vela. E' stato un sogno velocissimo, senza trama o colpi di scena: semplicemente, per quei pochi minuti tra un altro sogno e il sonno pesante, ero una barca a vela. Non grande. Persa in un oceano gigantesco, immenso, che pareva quasi inghiottire l'orizzonte, e il cielo, e il mondo intero. La sensazione - spiacevole, estraniante, angosciante - era non tanto quella di essere piccolo, quanto quella di essere distante da qualsiasi cosa di familiare e rassicurante.

Dove sono le mie pillole? O_ò

5 Comments:

At 3:56 PM, Blogger Corinna said...

Dimmi, ti si è strappata la randa? Dimmelo O_o

 
At 8:03 PM, Blogger Mr.White said...

Sapessi cos'è ti potrei anche rispondere, oltre a capire l'eventuale metafora "marinara"... :|

 
At 3:43 AM, Blogger Corinna said...

La vela quella che sta tra il boma e l'albero... Quella che mi si è strappata 2 giorni su 5 di crociera O_o

 
At 3:38 PM, Blogger Mr.White said...

Hai fatto persino la crociera sulla barca a vela, questa estate? 'Azz, è una stagione piena, eh? (:

 
At 10:27 PM, Blogger Corinna said...

Non me lo meritavo?
:E

Un bacio, tesoro.

 

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