lunedì, luglio 12, 2004

Se tutto va bene siamo rovinati

Indipendentemente da tutti i possibili fattori esterni, ci sono sempre degli esseri umani scontenti. Non perchè siano particolarmente sfortunati o esigenti: la scontentezza fa parte del loro modo di essere; sono scontenti a priori, e questa condizione permette loro di distorcere qualsiasi percezione in motivi di ulteriore scontentezza. E' una sorta di anello di feedback negativo, un circolo vizioso che autoalimenta rabbia e frustrazione - e che, cosa peggiore, rischia di divenire contagioso.

Mi chiedo quando si entri in questa spirale di eterna scontentezza. Probabilmente sono una serie di eventi esterni, che entrano a far parte dell'esperienza di vita; forse non propriamente metabolizzata, questa esperienza genera un atteggiamento costantemente negativo verso qualsiasi novità e cambiamento. Diventa una parte del proprio carattere, l'esser scontenti; una parte alla quale - istintivamente ma inspiegabilmente - si fa fatica a rinunciare. E' come essere una specie di Pollyanna al contrario, odiosetta e pesante.
Paura del cambiamento? Forse; non sempre, comunque, è semplice autocommiserazione: vi è un più una componente di rabbia, di energia e potenziale inespresso o represso.

Quando sono vicino a queste persone - gli eterni scontenti - non posso fare a meno di percepire una forma di squilibrio. Una lontananza dalla verità, se volete. E non è la semplice (e antica) contrapposizione tra ottimismo e pessimismo; è la pretesa che il loro atteggiamento sia realista, che corrisponda ad una realtà oggettiva pur se filtrata dalla loro esperienza personale. Come se la soggettività avesse un valore assoluto e universale: l'estremizzazione di atteggiamenti già superati dal tardo romanticismo.
Pragmaticamente, l'unica soluzione per non farsi contagiare è innanzittutto accorgersi di questo sifone della scontentezza; a quel punto prendere quella distanza e prospettiva che tanta volte manca agli eterni scontenti. Senza mai dimenticare l'ironia, quanto basta.

"Anche se la felicità ti dimentica per un pò, non dimenticarti mai completamente di lei."
J. Prévert