lunedì, luglio 19, 2004

Persone che scompaiono

Chissà se qualcuno ricorda ancora un vecchio numero di Dylan Dog, "Gente che scompare". Nonostante non fosse un numero memorabile come "Storia di nessuno", la mente contorta di Tiziano Sclavi aveva partorito un'idea che era vagamente inquietante nella sua semplicità. La gente scompare, e questo è un fatto. Nella storia, le persone semplicemente venivano trasportate da una realtà all'altra, e dove erano state non vi era più traccia del loro passaggio: chi le aveva conosciute le dimenticava, le loro esistenze sparivano rimpiazzate dal nulla. Inquietante, certo, ma non così distante dalla realtà come vorremmo pensare.

Le persone scompaiono, in senso figurato, dalle vite di tutti noi, ogni giorno. Non in senso squisitamente fisico: non è solo un viaggio, un trasloco, un nuovo lavoro, o la morte a farle scomparire. No, il discorso è su un piano di rapporto, di relazione: persone che prima erano portanti, punti fermi, del tuo modo di percepire e di essere... se ne vanno. Scompaiono. Ti volti indietro, e la persona che eri abituato a vederti vicino non c'è più, è svanita: alle volte è ancora fisicamente lì, ma il vostro rapportarvi è cambiato in maniera così radicale e repentina da lasciarti interdetto, disorientato. Può lasciare dentro un senso di inquietudine, e di tradimento.

Familiari, amici, compagni, amanti che semplicemente muoiono hanno il loro spirito consegnato nella fissità dei nostri ricordi; il nostro relazionarsi con loro si cristalizza in particolari di vite passate. In questo senso, non scompaiono mai più. E' questa l'intuizione davvero brillante che James Joyce ha nel racconto finale di Gente di Dublino: i morti, nell'eternità dei ricordi, sono più forti dei vivi, invincibilmente immutevoli. La morte consegna all'eternità il rapporto, i sentimenti, le influenze delle vite che si incrociano.

I vivi, con cui intessiamo continuamente rapporti importanti e dinamici, possono scomparire. E' un loro diritto farlo, come è un dovere di chi resta chiedersi quanto, in verità, cercasse sè stesso nell'altro.

1 Comments:

At 11:33 AM, Anonymous Anonimo said...

Assolutamente vero.
Come è vero che questi tuoi pensieri sai trascriverli molto bene.
wsim

 

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