mercoledì, luglio 28, 2004

Le bugie che non ti ho detto

Sarebbe interessante capire se, in un oscuro campionato dantesco del peccato, sia peggio la bugia o l'omissione della verità. La bugia è costruzione; implica creatività, fantasia, rielaborazione di elementi del reale con quelli del desiderio. Può essere affascinante. Ovviamente esistono anche bugie banali, ma non ci interessano: qui si guarda all'arete dei classici, all'eccellenza.
Viceversa, l'omissione è più un reindirizzamento della forza che sta dietro la verità. "Bellezza è Verità, e Verità è Bellezza!" urla Keats. Ma prima che Bellezza, forse, è Forza. Energia che, nuda, può travolgere l'impreparato, e distruggerlo o trasformarlo.
Ying e Yang, bugia e omissione. Se la verità è una freccia scagliata dalla realtà, la bugia è uno schermo di piombo che protegge il bersaglio; l'omissione è la mano che sposta il bersaglio dalla traiettoria.
Nella contrapposizione tra mentire e non dire, sono sempre stato più del partito degli omettitori, con la convinzione di essere - quasi sempre - comunque una vittima delle circostanze. E vittime, in fondo, non lo siamo tutti?
Anche nella mia omissione, comunque, sono stato incerto: per tirarmi fuori la verità è sufficiente un soffio, uno sguardo, una parola strascicata. Perchè, in fondo, ho sempre pensato che Keats avesse ragione.