venerdì, luglio 09, 2004

In mezzo scorre il fiume

Il mare ha il fascino dell'immenso, del mistero, dell'immutabile ciclo delle onde, dei venti e delle maree. Ma il fiume ha un fascino che ci è più vicino: è qualcosa che scorre, familiare, continuamente ma inesorabilmente. Dalla sorgente alla foce. Il fiume è più vicino al nostro considerare i giorni, la quotidianità, la vita.

Ho sempre considerato The river una delle più belle canzoni di Springsteen; anzi, una delle migliori canzoni degli anni '80. E' una metafora ben riuscita: l'immergersi di un uomo nei ricordi di quello che è stata la sua vita, delle passioni e dei sogni che ha seguito. Ma, come tante perle del Boss, è una canzone che ci parla della disillusione in tutta la sua forza, e in tutta la sua verità. Immergersi nel fiume della passione e del momento lascia ricordi bellissimi, ma che bruciano dentro se paragonati poco dopo con l'attrito di una realtà noiosa e arida.

"Now those memories come back to haunt me
They haunt me like a curse
Is a dream a lie if it don't come true
Or is it something worse"


Che domanda scomoda... è giusto poter sognare qualcosa di completamente irrealizzabile? Troppe domande, come sempre. E come sempre, in mezzo, scorre un fiume.

3 Comments:

At 1:52 PM, Anonymous Anonimo said...

L'ultimo quesito. C'è chi passa mezza vita ad aspettare e non arriva niente. Poi passiamo l'altra mezza vita a ricordare ed alimentare ciò che c'è stato e non era niente. C'è solo quello che c'è già.

figaro.

 
At 1:57 PM, Blogger Mr.White said...

Figaro, è un piacere riaverti qui. Devo ricordarmi di linkare il tuo blog....(:

 
At 2:32 PM, Anonymous Anonimo said...

Grazie, White. Lieto di rileggerti. :)

 

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