mercoledì, luglio 28, 2004

Anni luce

L'impressione, sostanzialmente, è quella che i pianeti della mia galassia si stiano allontanando. C'è espansione, sì, ma solo con l'aumentare del vuoto; anni luce di pulviscolo esistenziale si frappongono tra me e ciò che mi era vicino. I legami si allargano, le forze gravità e attrazione si sfilacciano; passano ere geologiche - di più, ere cosmiche - tra i contatti dei rapporti che valgono davvero qualcosa. Sono praticamente un satellite di me stesso, ruoto attorno ad orbite elittiche di cui occupo alternativamente ciascun fuoco.

Cosa sta all'origine di questo mio big-bang personale?
Cosa ha tramutato un nucleo forte e rassicurante in qualcosa di rarefatto e leggero?

4 Comments:

At 9:22 PM, Anonymous Anonimo said...

Innanzitutto devi accettare l'ipotesi di essere un cosmo omogeneo e isotropo, poi ne riparliamo e tiriamo le conclusioni...:D
Periodo melanconico, White?:/
figaro

 
At 9:30 PM, Blogger Mr.White said...

Sospettavo che potesse sembrare una metafora malinconica, figaro. Non è questo il sentire che volevo trasmettere, ma forse sono stato troppo criptico. Il nucleo dei miei legami con il mondo pare allargarsi, e sempre più mi ritrovo in un orbita solitaria. Ciò non è per forza negativo come potrebbe sembrare: è semplicemente diverso da com'era qualche mese fa. Percepita questa differenza, questo lento dilatarsi dei contatti, mi chiedo - spontaneamente - cosa abbia fatto scaturire questa fase.

E, almeno per ora, non riesco a darmi risposta.

:|

 
At 12:25 AM, Blogger Corinna said...

Ma come stai, al centro della tua galassia?

 
At 12:31 AM, Blogger Mr.White said...

Brucio.

Chissà se il sole si rende conto dell'utilità dei suoi raggi.

Ciao Corì.

 

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